

La valle Maira è una delle valli più
belle del cuneese, ancora integra e per questo molto suggestiva sia
dal punto di vista ambientale che architettonico.
Si estende per circa 60 Km dalle colline di Busca fino al colle del
Maurin, al confine con la Francia. Un territorio diviso in 14
comuni, con numerose borgate.
In ogni stagione, ha qualcosa da offrire a chi cerca la natura
intatta o secoli di storia e di leggende. Molto abitata un tempo,
risulta adesso molto spopolata, soprattutto nella sua parte medio
alta, che dal 1300 al tardo 1500 rappresentò la zona più ricca e
più innovativa. I comuni di questa parte della valle, allora
governati dal Marchesato di Saluzzo, seppero dotarsi di Statuti
autonomi e autogovernarsi con leggi di inconsueta umanità, per quei
tempi. Testimoniano questo florido periodo gli affreschi nelle
chiese di Elva, Stroppo, Macra, Celle Macra e Marmora, e splendidi
esempi architettonici.
Dopo l’avvento dei Savoia, perse la sua autonomia e di
conseguenza la sua ricchezza. La povertà delle risorse costrinse a
poco a poco la gente della valle all’emigrazione, dapprima
stagionale e poi definitiva: nei periodi invernali gli uomini si
dirigevano verso la Francia o verso la pianura. L’ingegnosità
degli emigranti li spinse verso specializzazioni in mestieri
inconsueti che caratterizzarono i vari paesi: i
“sebrie” (bottai) di Albaretto Macra, i
“chabeier” di Elva che percorrevano tutto l’arco
alpino per raccogliere i capelli di donna destinati alle parrucche,
gli “anchuiye” (acciugai) di Celle Macra.
Questa lotta secolare per la sopravvivenza fece si che
dall’inizio del 1900 sino ai nostri giorni lo spopolamento
sia stato sempre più pesante, aggravato dai due conflitti mondiali
e dalla speranza del benessere dato dalla pianura e dalla
città.
L’abbandono repentino delle borgate e dei campi rischiò di
far perdere la memoria di questa cultura e la conoscenza di questa
economia legata all’agricoltura e
all’emigrazione.
Il nostro è un invito a scoprire questa bellissima valle, e in
particolare il vallone di Unerzio, luogo ideale per trascorrere a
contatto con la natura vacanze tranquille e week-end rilassanti.
Località avvincenti per chi è alla ricerca di piccoli capolavori di
arte medievale (affreschi quattrocenteschi di Elva, Macra e Celle
Macra) e di architettura rurale (colonne rotonde facciate a vela).
Ideale per brevi passeggiate tra i boschi, per arrampicate
(Provenzale e Castello), per escursioni più o meno impegnative in
estate. Per l’inverno l’alta valle ed in particolare il
vallone di Unerzio riservano un mondo tutto particolare per chi ama
gli sci o le racchette da neve .
Questo vallone offre da solo la possibilità di 19 itinerari
scialpinistici, partendo con gli sci ai piedi da Chialvetta, oltre
alle traversate dalla Francia o dalla valle Stura.