La Scurcio

Benvenuti nel Vallone di Unerzio (Alta Val Maira)

Escursioni invernali | La Scurcio

Sciescursionismo e scialpinismo.


Tutti gli itinerari riportati sono estratti dalla «Guida Alp – Maira Neve» edita da Vivalda Editori spa con il contributo della Comunità Montana Valle Maira, a cui può essere richiesta.
I primi due itinerari sono descritti per
sci di fondo, ma naturalmente possono essere effettuati anche con le pelli e le racchette, inoltre con le racchette da neve si possono fare gli itinerari 23, 25, 38, e 40 naturalmente riparametrando i tempi.
Tutti gli altri sono tipici percorsi di
scialpinismo.

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P – Da Chialvetta a Prato Ciorliero
Una gita facile ma di grande bellezza tra le borgate del Vallone. Ideale per i principianti.

Partenza: Chiavetta 1494 m. (posto tappa)
Dislivello: 500 m
Tempo di salita: 2 ore
Sviluppo: 8 Km A/R

Difficoltà: facile
Carte: IV; IGM f.79 Prazzo, Bersezio
Note: facile con un breve tratto più impegnativo prima di Prato Ciorliero


Andata: dalla chiesa di Chialvetta 1494 m si segue la mulattiera che si inoltra nella valle e porta al caratteristico nucleo di Pratorotondo. Con salita più ripida per prati, oppure sulla strada, si raggiungono le case di Viviere (cappella) e di qui la rotabile militare. Si trascura un bivio sulla destra e lungo la militare ci si immette in un valloncello. Si attraversa il torrente, si percorre la valletta e con un ultimo tratto piuttosto ripido ma breve si perviene ad un pilone votivo e alle Grange Resplendino 1951 m che dominano il vasto piano di Prato Ciorliero, splendida conca perfettamente pianeggiante, in cui si possono inventare piccoli anelli.

Ritorno: sul percorso di salita, con diverse possibilità di varianti intorno a Viviere e verso Pratorotondo
.

Q – Da Chialvetta al Passo della Gardetta
Una gita lunga ma splendida, che conduce agli amplissimi altiplani della Gardetta, paradiso dello sciescursionismo

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa) Epoca: marzo-aprile
Dislivello: 1100 m
Tempo: 3 ore (salita).
Sviluppo: 15-25 km A/R

Difficoltà: impegnativo
Epoca: marzo-aprile Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, Bersezio
Note: necessaria neve sicura altrimenti fermarsi a Prato Ciorliero

Andata: dalla chiesa di Chialvetta si segue l'itinerario precedente fino a Prato Ciorliero. Si attraversa il pianoro, quindi si sale lungo un costolone in direzione sud est, puntando ai ruderi di alcune grange. Si prosegue tenendosi al centro del largo vallone, fino a quota 2300: qui dove il vallone si biforca, ci si tiene a destra di un modesto rilievo e ci si immette (sud est) nel canalone finale, unico tratto un po' ripido del percorso. Giunti al Passo della Gardetta 2431 m, ci si può abbassare sul versante opposto, per spaziare negli aItopiani della Gardetta; L'attraversamento di tutto l'aItopiano dominato dalla Rocca la Meja richiede almeno un paio d'ore fra andata e ritorno, quindi è meglio non farsi prendere la mano dalla bellezza del luogo. È in allestimento un rifugio con locale invernale nella zona del Bric Bernoir, che permetterà di effettuare l'itinerario in due giorni, con sosta al rifugio.

Ritorno: tornati al Passo della Gardetta si scende con attenzione nel centro del canalone terminale (non esagerare con i traversi), poi senza problemi si torna a Prato Ciorliero e a Chialvetta seguendo il percorso di salita.

22 – Monte Piutas 2412 m.
Gita tipicamente invernale, poco frequentata, in un bel bosco di larici.

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa)
Dislivello: 950 m
Esposizione: nord ovest
Tempo di salita: 3 ore
Difficoltà: MS
Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo
Epoca: dicembre-febbraio
Note: richiede una certa capacità nell'individuare il percorso migliore

Salita: dal piazzale di parcheggio a valle di Chialvetta, si risale il pendio verso sud, per prati e poi nel ripido bosco, dove si volge a sinistra per raggiungere a quota 1750 i prati di Grange Ussiera. Si raggiungono le grange (1818 m) e, dopo un breve tratto di bosco, una selletta a quota 1870. Si prosegue al di là di essa, poggiando a destra e perdendo un po' di quota in diagonale per portarsi al fondo del vallone. Lo si risale tenendosi a sinistra della rocciosa Costa dell'Orso, fino a pervenire al Colle delle Basse 2366 m, da cui per cresta, puntando a nord, si raggiunge la cima del Monte Piutas 2412 m.

Discesa: sul percorso di salita.

23 – Bric Boscasso 2589 m
Una gita facile e classica, talvolta anche troppo frequentata, ideale per l’inverno.

Partenza: Chiavetta 1494 m. (posto tappa)
Dislivello: 1100-1300 m
Esposizione: nord ovest
Tempo di salita: 4 ore

Difficoltà: MS
Carte: IV; IGM f.79 Prazzo, Bersezio
Epoca: marzo-maggio
Note: necessaria neve sicura; utili i ramponi


Salita: dalla chiesa di Chialvetta 1494 m si imbocca la mulattiera che sale a Pratorotondo 1629 m. Si attraversa il torrente per immettersi nell'evidente vallone esposto a nord ovest e dominato dalla vetta del Boscasso. Lo si percorre con pendenza costante: guadagnando quota il valloncello si allarga e a quota 2400 la pendenza si fa più sostenuta: deviando un poco verso destra, si punta alla cresta sud del Boscasso, che si raggiunge a monte del colle 2352 m. Un ultimo tratto verso nord, sull'affilata cresta, senza sci, conduce alla vetta.

Discesa: sul percorso di salita, oppure in traversata sul Preit di Canosio, seguendo l'itinerario 20.

24 – Monte Cassorso 2776 m.
Lungo un vallone selvaggio, per raggiungere una bella vetta, assai panoramica.

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa)
Dislivello: 1100-1300 m
Esposizione: nord ovest
Tempo di salita: 4 ore



Salita: da Pratorotondo (raggiunto con gli sci da Chialvetta, o in auto a stagione avanzata) si attraversa il torrente e si punta a sud in direzione del Bric Cassin, per immettersi nel Cumbal Vallonetto (a destra del vallone che si percorre per il Bric Boscasso). Lo si risale fino a quota 2000 circa, per guadagnare quindi quota sui pendii a destra (sinistra orogr.) ed immettersi nel Cumbal Cassorso. Lo si risale tenendosi sulla sua destra, e puntando in direzione del colletto a sud ovest del Cassorso. Con ripida salita si raggiunge tale colletto, da cui, per cresta, si raggiunge (nord est) la cima del Monte Cassorso 2776 m.

Discesa: sul percorso di salita, oppure in traversata sul Preit di Canosio, percorrendo lo splendido canale est (vedi itinerario 19).

25 – Bric Cassin 2625 m.
Una bella alternativa alla troppo frequentata gita del Passo della Gardetta

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa)
Dislivello: 1150 m
Esposizione: sud, nord ovest
Tempo di salita: 4 ore
Difficoltà: MSA
Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, Bersezio
Epoca: dicembre-aprileNote: la cresta risulta più o meno impegnativa
a seconda delle condizioni di neve.



Salita: da Chialvetta 1494 si sale lungo la mulattiera a Pratorotondo, quindi a Viviere e sulla strada militare a Prato Ciorliero (per descrizione dettagliata vedi itin. P e Q). Si risale il vallone verso sud est, in direzione del Passo della Gardetta. Dove il vallone si biforca, anzichè tenersi a destra, si prosegue in direzione est, portandosi così sul pendio a monte del Passo della Gardetta: lo si risale verso nord, raggiungendo la cresta sud ovest del Bric Cassin, che si percorre sci ai piedi fin dove possibile. Quindi si prosegue per roccette fino alla vetta del Bric Cassin 2625 m.

Discesa: sul percorso di salita.


26 – L’anello del Colletto Emanuel
Una strana gita, non lunga ma assai impegnativa, attraverso un colletto non citato sulle mappe.

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa) Dislivello: 1000-1200 m
Esposizione: nord ovest
Tempo di salita: 3,30 ore

Difficoltà: OSA
Epoca: aprile-maggio
Note: necessaria neve assestata, utili i ramponi


Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo si percorre il vallone di Unerzio toccando Viviere e Prato Ciorliero, da cui si risaIe il vallone fino al Passo della Gardetta 2437 m (per descrizione dettagliata vedi itin. P e Q). Dal passo si aggira a mezzacosta, prima verso sud, poi verso ovest, il rilievo quotato 2701 m, quindi si risale verso nord ovest il pendio che adduce al Colletto Emanuel 2640 m circa, non segnato sulle carte e posto tra le quote
IGM 2701 (a nord est) e 2710 (a ovest).

Discesa: si scende sul versante opposto, nel primo tratto decisamente ripido, verso la Comba Emanuel (nord ovest). Attraversata la comba, ci si immette in uno dei canalini, piuttosto ripidi, che permettono di scendere a Prato Ciorliero, da cui si ritorna a Chialvetta per l'itinerario di salita.

27 –Il giro di Rocca Brancia
Un lungo anello con saliscendi continui in uno degli angoli più belli della valle.

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa) Dislivello: 1500 m
Esposizione: tutte
Tempo: 7 ore in tutto

Difficoltà: BS
Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, Bersezio
Epoca: aprile-maggioNote: necessaria buona capacità di orientamento e di scelta del percorso.

Salita: Da Chialvetta o da Pratorotondo (a seconda della percorribilità della carrozzabile) si percorre il Vallone di Unerzio fino al Passo della Gardetta 2437 m (vedi itin. P e Q). Ci si abbassa ora verso sud est nella Fonda Brancia, fino a quota 2400 circa. Si risale quindi verso la quota 2693 m puntando prima a sud est, poi verso sud ovest.
Dalla cima ci si abbassa verso ovest per cresta (senza sci) fino al sottostante Passo di Rocca Brancia 2570 m circa. Con gli sci si scende verso sud est alla Fonda Oserot 2500 m circa, da cui ci si immette nel bel canale che in direzione nord ovest conduce al Colle Oserot 2640 m.

Discesa: da questo punto inizia l'ultima discesa, in direzione nord ovest, su un ripido pendio fino a quota 2400 circa.Si volge a nord e si percorre la Comba Emanuel, per poi immettersi in uno dei canalini che scendono su Prato Ciorliero. L'ultimo tratto è quindi sul percorso di salita.

28 – Monte Oserot 2861 m.
Una dura salita alla cima alpinistica del Monte Oserot e una discesa quasi «estrema».

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa)
Dislivello: 1250-1400 m
Esposizione: nord-ovest, nord
Tempo: 4,30 ore

Difficoltà: OSA
Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, Bersezio
Epoca: aprile-maggio Note: necessaria neve sicura, utili piccozza e ramponi.

Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo (a seconda della percorribilità della carrozzabile), si sale a Prato Ciorliero 1956 m lungo il vallone di Unerzio.
Attraversato tutto il ripiano, in prossimità delle rovine di Grangia Rosano 2010 m, si attraversa il torrente e si sale (prima del caldo!) il ripido pendio in direzione sud, fino a pervenire nella poco inclinata Comba Emanuel.
Ci si tiene sulla destra della conca, si traversano altri ripiani verso sud, fino a raggiungere il vallone che scende dal Colle Oserot. Non si imbocca tale vallone (lo si potrà percorrere in discesa), ma il successivo, diviso da esso da una cresta rocciosa, e caratterizzato da vecchi pali del telegrafo militare.
Si sale quindi prima verso sud, poi sud est, nel canalone che conduce alla cima: è possibile che un tratto vada percorso senza sci, con piccozza e ramponi.
Tale cima, quota 2861, è situata molto più a nord della vera vetta del Monte Oserot (non adatta allo sci).

Discesa: dalla vetta si può scendere dal versante di salita, oppure da un canalone ancora più ripido che scende a nord ovest, nel vallone del Colle di Oserot: a quota 2400 circa ci si riporta sul percorso di salita.

29 – L’anello di Ripiatetta
Un itinerario ad anello vario ed interessante, con una bella discesa su Prato Ciarliero

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tapp
Dislivello: 1000-1200 m
Esposizione: nord
Tempo di salita: 3.30 ore

Difficoltà: BS
Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, Bersezio
Epoca: febbraio-aprile
Note: necessaria neve sicura; la bastionata
di Comba Emanuel va salita prima del sole.

Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo (a seconda della percorribilità della carrozzabile) si sale lungo il vallone di Unerzio fino a Prato Ciorliero 1956 m. Attraversato tutto il ripiano, in prossimitàdelle rovine di Grangia Rusano 2010 m, si attraversa il torrente e si sale (quando è ancora in ombra) il ripido pendio in direzione sud, fino a pervenire alla poco inc_inata Comba Emanuel. Ci si tiene sulla destra della conca, si attraversano altri ripiani verso sud, poi si punta a sud ovest e quindi ad ovest, nella valletta che sale alla cima di Repiatetta 2650 m.

Discesa: ci si abbassa in un valloncello ampio (in direzione nord nord ovest), si lascia a destra una caserma, e si attraversa un ripiano sempre verso nord. Si segue quindi un valloncello (nord est) dominato sulla sinistra dai ruderi della Caserma Escalon, e poi per una comba punteggiata di larici si scende direttamente su Prato Ciorliero, in prossimitàdelle Grange Calandra.
L'ultimo tratto di discesa è sul percorso di andata.

30 – Il giro dei laghi di Rouburent
Una gita piuttosto lunga ma incredibilmente varia, a cavallo fra Valle Maira e Valle Stura.

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa)
Dislivello: 1300-1500 m
Tempo di salita: 7 ore in tutto

Difficoltà: BS Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, Bersezio, f.78
Epoca: gennaio-aprile della Maddalena

Note: neve sicura e capacità orientamento.

Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo (a seconda della percorribilità della carrozzabile), si risale il vallone di Unerzio lungo la strada militare. A quota 1900 circa, prima di attraversare il ponte che porta sulla destra orografica del vallone, si imbocca sulla destra, in direzione ovest, il dirupato Vallone della Roccetta. Lo si risale sempre verso ovest fino al Colle della Scaletta 2614 m.
Ci si abbassa verso sud ovest, poi si poggia a destra e si scende al lago superiore di Roburent 2426 m. In direzione sud est si costeggia il lago e si scende al lago di Mezzo 2360 m. Sempre verso sud est si sale ora al Passo Peroni 2578 m posto alla testata di un evidente valloncello.
Dal passo si va ad est per mammelloni fino al rilievo di Repiatetta 2650 m (questo tratto può dare non pochi problemi in caso di nebbia).

Discesa: da Repiatetta si scende a nord nella conca, poi a nord est, quindi ad est fino a Prato Ciorliero (vedi itinerario precedente), da cui si raggiunge Chialvetta.

31 – Monte Vanclava 2874 m.
Un percorso movimentato, con una bella variante di discesa, per una vetta alternativa ad altre gite più classiche.

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa) Dislivello: 1250-1400 m Esposizione: sud ovest, est
Tempo di salita: 5 ore

Difficoltà: BS
Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, f. 78 Colle della Maddalena
Epoca: gennaio-aprile
Note: necessaria neve sicura.

Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo (a seconda della percorribilità della carrozza bile), si risale il vallone di Unerzio lungo la strada militare.
A quota 1900 circa, prima di attraversare il ponte che porta sulla destra orografica del vallone, si imbocca sulla destra il dirupato vallone della Roccetta. Lo si risale sempre verso ovest, fino al Colle della Scaletta 2614 m.
Dal Colle si supera un breve pendio sovrastante un ricovero abbandonato, e si prosegue verso nord est su terreno non difficile fino a 90 m circa dalla vetta.
Un ultimo tratto a piedi, che richiede un po' di attenzione, porta sulla cima del Monte Vanclava 2874 m.

Discesa: sul percorso di salita, oppure con una variante fattibile solo con neve sicura. Scesi al colle della Scaletta si va ad est verso il vallone Roccetta ma dopo breve tratto (quota 2550 circa), si poggia a destra, in piano (sud est), fino alla sella del Passo Escalon 2415 m. Ci si abbassa quindi nel bel vallone di Escalon (attenzione alle roccette affioranti nel primo ripido tratto) e con direzione est si giunge a Prato Ciorliero. L'ultimo tratto è sul percorso di salita.

32 – Il giro dei sette passi
Un itinerario di grande respiro, con cui si contorna tutto l’alto Vallone di Unerzio, con puntate in Valle Stura.

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa)
Dislivello: 1900 m
Esposizione: praticamente tutte
Tempo di salita: 8-9 ore in tutto

Difficoltà: BS
Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, f. 78 Colle della Maddalena
Epoca: marzo-aprile Note: necessaria neve sicura e capacità d’orientamento

Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo (a seconda della percorribilità della strada), si risale il vallone di Unerzio fino al Passo della Gardetta (vedi itinerari P e Q). Dal passo si scende sul versante opposto, alla Fonda Brancia 2403 m.
E' possibile raggiungere direttamente il Passo di Rocca Brancia 2570 m per un pendio piuttosto ripido (solcato in alto da una vecchia strada militare di cui vedremo ancora più avanti lo sviluppo). Questo pendio richiede condizioni di neve di massima sicurezza, per cui è preferibile puntare più a sinistra e risalire pendii più comodI, esposti a nord ovest, per raggiungere a quota 2690 m circa la cresta a valle del Passo di Rocca Brancia.
Togliendo eventualmente gli sci, si percorre ancora un tratto di cresta per individuare il passaggio più agevole di discesa sul versante opposto (versante Stura) alla Fonda Oserot 2480 m da dove con direzione nord ovest, lasciando in alto a destra il Passo di Rocca Brancia, si risale al Colle Oserot 2640 m. Si scende sul versante opposto il pendio esposto a nord ovest sino a quota 2350 m (residui di palificazione telefonica militare), quindi mantenendo la stessa direzione, si risale verso il Passo la Croce Orientale.
In prossimità di questo si piega a destra e su traccia di strada militare si aggira il mammellone denominato Repiatetta (La Croce) 2650 m; dal Passo la Croce Occidentale, pochi metri più in basso, si punta all'evidente Passo Peroni 2578 m, affacciandosi nuovamente sul versante dell'alta Valle Stura.
Se la neve lo consente, si può raggiungere il Passo Peroni con una comoda diagonale ed una brevissima risalita, altrimenti conviene scendere qualche decina di metri e guadagnare il passo con maggiore sicurezza di percorso. Il passo è vicino e facilmente individuabile, delimitato a sinistra dal Bric 2664 m (vecchio ricovero militare).
Dal Passo Peroni, bella discesa sulla conca dei laghi di Roburent ad esposizione nord ovest. Senza bisogno di toccare nè il lago a quota 2330, nè quello a quota 2426 m, dalla quota 2500 m circa, si punta al Colle della Scaletta 2614 m per un comodo valloncello a destra, sotto il versante ovest del M. Scaletta.
A quota 2600 m si piega nuovamente a destra per raggiungere, nelle immediate vicinanze, il Colle della Scaletta 2614 m.

Discesa: dal Colle della Scaletta si scende direttamente su Prato Ciorliero per il vallone Roccetta oppure, aggirando il versante est del M. Scaletta, si va a destra al Passo dell'Escalon 2415 m da cui, prestando attenzione alle roccette affioranti in un primo tratto più ripido, si divalla agevolmente nel vallone dell'Escalon (parallelo al vallone Roccetta) sino a Prato Ciorliero. Di qui a Chialvetta seguendo la prima parte del percorso di salita.

33 – Monte Oronaye 3100 m.
La classica e difficile salita all’Oronaye.

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa)
Dislivello: 1600-1750 m
Esposizione: sud, est prevalenti
Tempo di salita: 5 ore

Difficoltà: BSA
Carte: IV;IGM f.79 Prazzo, f. 78 Colle della Maddalena
Epoca: marzo-maggio
Note: neve sicura e capacità di individuare il percorso; necessari piccozza e ramponi
.

Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo si segue l'itinerario 31 per il M. Vanclava. Raggiunta la quota 2833, ai piedi della vetta, ci si abbassa verso nord est, giàin territorio francese, nel valloncello dominato dal Vanclava, e si va ad aggirare le pendici meridionali e occidentali del M. Feuillas. Si punta quindi verso il Colle Feuillas (nord est), e senza raggiungerlo si poggia a sinistra (nord ovest) contornando la parete sud dell'Oronaye. Ci si porta così all'imbocco del canale sud ovest (quello di sinistra fra i due che solcano la parete e che arriva leggermente a sinistra della vetta). Lo si risale a piedi fino ad una forcella, da cui per non facile ed aerea crestina (roccia marcia) si guadagna la vetta dell'Oronaye 3100 m.

Discesa: sul percorso di salita, o lungo la discesa dell'itinerario n. 34.

34 – Monte Oronaye 3100 m.
Un alternativa alla classica via di salita all'Oronaye, più lunga ma un po' meno difficile

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa)
Dislivello: 1500-1650 m
Esposizione: sud, est prevalenti
Tempo di salita: 5 ore

Difficoltà: BSA
Carte: IV;IGM f.79 Prazzo, f. 78 Colle della Maddalena
Epoca: marzo-maggio
Note: neve sicura e capacità di individuare il percorso; necessari piccozza ,rampon,
corda
.



Salita: da Chialvetta, o da Pratorotondo in stagione avanzata, si prosegue lungo la strada militare per poco più di 1 km dopo Pratorotondo. In prossimità di un tornante a sinistra si imbocca (sulla destra) la stradina che sale alle Grange Mozzagliera 1862 m. Con un mezzocosta verso sud ovest si va ad imboccare il Vallone di Enchiausa, che si risale fino a quota 2250 m. Qui si lascia il vallone principale per salire nel selvaggio vallone (detto di Enchiausa sulle carte di IGM) che conduce verso ovest al Colle Feuillas. In alto, a destra del colle, si nota una caserma: nell'impegnativo tratto finale conviene non cercare di raggiungere la caserma, ma infilare il canale curvo sulla sinistra ed uscirne direttamente a destra.
Dal Colle Feuillas 2749 m si traversa praticamente in piano (verso nord ovest) alla base della parete sud dell'Oronaye. Ci si sposta così all'imbocco del canalone sud ovest (quello di sinistra fra i due che
solcano la parete, e che arriva leggermente a sinistra della vetta). Lo si risale a piedi fino ad una forcella, da cui per non facile ed aerea crestina (roccia marcia) si guadagna la vetta dell'Oronaye 3100 m.

Discesa: sul percorso di salita.

35 – La traversata di Enchiausa
Da Chialvetta a Saretto, una traversata molto interessante ai piedi del maestoso Monte Oronaye.

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa) Dislivello: 1300 m
Esposizione: nord ovest, nord
Tempo di salita: 4 ore

Difficoltà: BS
Carte: IV; IGM f. 78 Prazzo, f. 79 Colle della Maddalena
Epoca: febbraio-aprile
Note: necessaria neve sicura
.

Salita: da Chialvetta 1494 m si sale a Pratorotondo e si prosegue sulla strada militare per poco più di 1 km.
Si imbocca (destra) la stradina che sale alle Grange Masliera 1862; quindi si traversa a sud ovest per imboccare il vallone di Enchiausa.
Si risale il vallone principale in direzione nord ovest, dominato sulla sinistra del Monte Oronaye,e per un'ultima gola piuttosto ripida si raggiunge il Colle d'Enchiausa 2740 m.

Discesa: dal colle ci si abbassa nel vallone di Apzoi (nord ovest) fino al lago omonimo 2303 m; ci si tiene un po' più alti del lago, lasciandolo sulla sinistra, e si raggiunge in piano una sella (nord) a quota 2346.
Si volge ad est (destra) per evitare un salto di roccia, e quindi ci si abbassa nella grande conca in direzione nord, fino al lago Visaisa 1916 m.
Si lascia a sinistra il lago, si risale di qualche decina di metri ad un colletto da cui ci si affaccia sulla conca di Saretto, a cui si scende contornando sulla sinistra alcuni salti di roccia.

36 – Auto Vallonasso 2885 m.
Una splendida salita fra aguzze guglie di roccia e l'imponente mole dell'Oronaye.

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa)
Dislivello: 1250-1400 m
Esposizione: sud est
Tempo di salita: 5 ore

Difficoltà: BS
Carte: IV; lGM f. 79 Prazzo, f. 78 Colle della Maddalena
Epoca: aprile-maggio
Note: necessaria neve sicura; ramponi utili.

Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo si percorre un tratto del Vallone di Unerzio, per volgere poi nel Vallone di Enchiausa (vedi itin. precedenti). Si risale al centro del vallone, alzandosi sulla destra per evitare alcuni dossi, sino all'inizio dell'ampia gola del Colle di Enchiausa a quota 2550 m circa. Qui si piega a nord ovest ed a mezza costa si guadagna il grande canale dominato ad ovest da una caratteristica parete rocciosa e nel mezzo da un enorme masso. Dopo questo passaggio, che richiede neve assolutamente sicura, il pendio si fa più ampio e meno ripido. Deviando a sinistra si punta al colletto che si trova destra di una quota 2841. Dopo aver lasciato gli sci, si percorre con attenzione la cresta sinoalla vetta.

Discesa: Per l'itinerario di salita (con molta attenzione nel ripido canale).

37 – La traversata del Colletto
Una traversata da Chialvetta a Saretto meno nota di quella classica per il Colle di Enchiausa, ma più impegnativa.

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa)
Esposizione: nord ovest, nord
Dislivello: 1300 m
Tempo di salita: 4 ore

Difficoltà: OSA
Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, f. 78 Colle della Maddalena
Epoca: febbraio-aprile
Note: necessaria neve sicura, corda utile.

Salita: Da Chialvetta 1494 m si sale nel Vallone di Enchiausa (vedi itin. precedenti). Lo si percorre ma, a quota 2100 circa, dove si biforca, si lascia il percorso per il Colle di Enchiausa, per tenersi a destra e risalire il Vallonetto. Si raggiunge così l'ultima rampa, caratterizzata da un dente roccioso racchiuso fra due colletti, ugualmente raggiungi bili con gli sci: conviene raggiungere il colletto di destra quotato 2742 m.

Discesa: lo scavalcamento del colletto non è sempre possibile, a meno di un'a breve calata con corda di 4-5 m. A volte si può aggirare la cornice con una traversata a destra, fino a raggiungere il bel pendio sottostante. Dopo questo punto non esistono più problemi: con una bellissima discesa a tratti ripida, lasciatisi a sinistra il lago Visaissa, si raggiungono le sorgenti Maira e poi Saretto 1530 m.

38 – Cima Ciarbonet 2605 m.
Una gita breve ma impegnativa, per chi cerca un itinerario poco frequentato.

Partenza: Chialvetta 1494 (posto tappa) Dislivello: 1000 -1150 m
Esposizione: sud est
Tempo di salita: 4 ore

Difficoltà: OS
Carte: IV; IGM f.79 Prazzo
Epoca: gennaio-marzo
Note: necessaria neve sicura; utili ramponi.

Salita: da Chialvetta si raggiunge Pratorotondo, e si prosegue per poco più di 1 km lungo la strada militare; si imbocca la diramazione (destra) per le Grange Mozzagliera 1862 m, da cui si prosegue per un tratto lungo le tracce della strada militare del Colle Ciarbonet. Appena possibile si cerca un passaggio oltre le roccette a picco sulla strada, e di qui ci si riporta sulla verticale delle Grange Masliera. Si traversa salendo a sud ovest su un ripido pendio che immette in una specie di vallone, orientato verso nord ovest, da cui si vede al fondo la Punta Ciarbonet; il percorso è evidente sulla destra del vallone; poi, dopo un breve risalto, ci si porta sull'aerea crestina finale che conduce alla vetta del Ciarbonet 2605 m.

Discesa: sul percorso di salita.

39 – La traversata dei 6 colli
Una lunghissima splendida traversata da Chialvetta a Saretto tra le Valli Maira, Stura e Alta Ubaye.

Partenza: Chialvetta 1494 (posto tappa) Dislivello: 1200 m
Esposizione: praticamente tutte
Tempo di salita: 9 ore in tutto

Difficoltà: BS
Carte: IV; IGM f.79 Prazzo, Bersezio, Colle della Maddalena
Epoca: febbraio-aprile
Note: necessaria neve sicura; utili ramponi.


Salita: da Chialvetta si raggiunge il Lago Superiore di Roburent 2426 m per il Vallone Roccetta e il Colle della Scaletta 2614 m (vedi itinerario 30). Dal lago si sale facilemente al Colle di Roburent 2496 m, da cui in leggera discesa verso nord ovest ci si abbassa fino a quota 2350 m (baita, pluviometro), dove la valle principale volge a sinistra.
Si risale, sempre verso nord ovest con moderata salita al Colle Gipiera 2482 m (non nominato ma quotato su IGM), da cui a mezza costa verso nord est in leggera salita, si raggiunge il Colle delle Munie 2531 m.

Discesa: si perde un po' di quota verso nord, poi ci si porta in piano (nord est) al Passo della Cavalla 2539 m.

Con ripida discesa nel valloncello sottostante (dominato a sinistra da un caserma), ci si porta al Passo della Fea 2493 m: 11 ritorno a Saretto può avvenire scendendo nel ripido canalone verso sud-est (vedi itin. 43), oppure per il vallone di Pausa (nord ovest), più facile ma con un traverso pericoloso in caso di neve gelata (vedi itin. 42).

40 – Monte Midia
Un accesso poco noto al frequentatissimo Monte Midia, con la possibilità di traversare a Ponte Maira.

Partenza: Chialvetta 1494 m (posto tappa)
Dislivello: 900 m
Esposizione: sud est (oppure ovest, nord)
Tempo di salita: 3 ore

Difficoltà: MS
Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo
Epoca: dicembre-marzo
Note: gita facile, consigliabile la classica discesa su Ponte Maira.

Salita: da Chialvetta 1494 m si segue la mulattiera fino a Pratorotondo. Si prosegue per 1 km sulla strada militare, e la si lascia per seguire la stradina (destra) che tocca la Grange Mozzagliera e quindi sale prima verso nord ovest, poi a nord, raggiungendo il Colle Ciarbonet 2306 m. Di qui, per un'ampia dorsale, si risale verso nord est toccando il Monte Estelletta 2316 m e quindi la cima del Monte Midia 2341 m.

Discesa: sul percorso di salita, oppure verso Ponte Maira, sul frequentatissimo e classico itinerario del Midia (vedi itinerario 41).