Sciescursionismo e scialpinismo.
Tutti
gli itinerari riportati sono estratti dalla «Guida Alp –
Maira Neve» edita da Vivalda Editori spa con
il contributo della Comunità Montana Valle Maira, a cui può essere
richiesta.
I primi due itinerari sono descritti per sci di fondo, ma
naturalmente possono essere effettuati anche con
le pelli e le racchette,
Tutti gli altri sono tipici da scialpinismo.
I numeri d’ordine sono quelli riportati sulla cartina del
Vallone d’Unerzio della guida
citata.
P
– Da Chialvetta a Prato Ciorliero
Una
gita facile ma di grande bellezza, ideale per I principianti, tra
le borgate di
Pratorotondo
Partenza:
Chiavetta 1494 m. (posto tappa) Difficoltà: facile
Dislivello: 500 m Carte: IV; IGM f.79 Prazzo, Bersezio
Tempo di salita: 2 ore Note: facile con un breve tratto più
Sviluppo: 8 Km A/R impegnativo prima di Prato Ciorliero
Andata: dalla chiesa di Chialvetta 1494 m si segue la mulattiera
che si inoltra nella valle e porta al caratteristico nucleo
di
Pratorotondo. Con salita più ripida per prati, oppure sulla strada,
si raggiungono le case di Viviere (cappella) e di qui la
rotabile
militare. Si trascura un bivio sulla destra e lungo la militare ci
si immette in un valloncello. Si attraversa il torrente, si
percorre la valletta e con un ultimo tratto piuttosto ripido ma
breve si perviene ad un pilone votivo e alle Grange
Resplendino
1951 m che dominano il vasto piano di Prato Ciorliero, splendida
conca perfettamente pianeggiante, in cui si possono inventare
piccoli anelli.
Ritorno: sul percorso di salita, con diverse possibilità di
varianti intorno a Viviere e verso Pratorotondo.
Q
– Da Chialvetta al Passo della
Gardetta
Una
gita lunga ma splendida, che conduce agli amplissimi altiplani
della Gardetta,
paradiso dello sciescursionismo
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: impegnativo
Epoca: marzo-aprile Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, Bersezio
Dislivello: 1100 m
Sviluppo: 15-25 km A/R Note: necessaria neve sicura altrimenti
fer-
Tempo: 3 ore (salita). marsi a Prato Ciorliero
Andata: dalla chiesa di Chialvetta si segue l'itinerario precedente
fino a Prato Ciorliero. Si attraversa il pianoro, quindi si
sale
lungo un costolone in direzione sud est, puntando ai ruderi di
alcune grange. Si prosegue tenendosi al centro del largo
vallone,
fino a quota 2300: qui dove il vallone si biforca, ci si tiene a
destra di un modesto rilievo e ci si immette (sud est) nel
canalone
finale, unico tratto un po' ripido del percorso. Giunti al Passo
della Gardetta 2431 m, ci si può abbassare sul versante
opposto,
per spaziare negli aItopiani della Gardetta; L'attraversamento di
tutto l'aItopiano dominato dalla Rocca la Meja richiede
almeno
un paio d'ore fra andata e ritorno, quindi è meglio non farsi
prendere la mano dalla bellezza del luogo. È in allestimento
un
rifugio con locale invernale nella zona del Bric Bernoir, che
permetterà di effettuare l'itinerario in due giorni, con sosta
al
rifugio.
Ritorno: tornati al Passo della Gardetta si scende con attenzione
nel centro del canalone terminale (non esagerare con i
traversi), poi senza problemi si torna a Prato Ciorliero e a
Chialvetta seguendo il percorso di salita.
22
– Monte Piutas
2412 m.
Gita
tipicamente invernale, poco frequentata, in un bel bosco di
larici
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: MS
Dislivello: 950 m Esposizione: nord ovest
Tempo di salita: 3 ore Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo
Epoca: dicembre-febbraio Note: richiede una certa capacità
nell'individuare.
il percorso migliore
Salita: dal piazzale di parcheggio a valle di Chialvetta, si risale
il pendio verso sud, per prati e poi nel ripido bosco, dove
si
volge a sinistra per raggiungere a quota 1750 i prati di Grange
Ussiera. Si raggiungono le grange (1818 m) e, dopo un breve
tratto di bosco, una selletta a quota 1870. Si prosegue al di là di
essa, poggiando a destra e perdendo un po' di quota in
diagonale per portarsi al fondo del vallone. Lo si risale tenendosi
a sinistra della rocciosa Costa dell'Orso, fino a pervenire
al
Colle delle Basse 2366 m, da cui per cresta, puntando a nord, si
raggiunge la cima del Monte Piutas 2412 m.
Discesa: sul percorso di salita.
23
– Bric Boscasso
2589 m.
Una
gita facile e classica, talvolta anche troppo frequentata, ideale
per l’inverno
Partenza:
Chiavetta 1494 m. (posto tappa) Difficoltà: MS
Dislivello: 1100-1300 m Esposizione: nord ovest
Tempo di salita: 4 ore Carte: IV; IGM f.79 Prazzo, Bersezio
Epoca: marzo-maggio Note: necessaria neve sicura; utili i
ramponi
Salita: dalla chiesa di Chialvetta 1494 m si imbocca la mulattiera
che sale a Pratorotondo 1629 m. Si attraversa il torrente per
immettersi nell'evidente vallone esposto a nord ovest e dominato
dalla vetta del Boscasso. Lo si percorre con pendenza
costante: guadagnando quota il valloncello si allarga e a quota
2400 la pendenza si fa più sostenuta: deviando un poco verso
destra, si punta alla cresta sud del Boscasso, che si raggiunge a
monte del colle 2352 m. Un ultimo tratto verso nord,
sull'affilata cresta, senza sci, conduce alla vetta.
Discesa: sul percorso di salita, oppure in traversata sul Preit di
Canosio, seguendo l'itinerario 20.
24
– Monte Cassorso
2776 m.
Lungo
un vallone selvaggio, per raggiungere una bella vetta, assai
panoramica
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa), Difficoltà: BSA
Dislivello: 1100-1300 m Esposizione: nord ovest
Tempo di salita: 4 ore Carte: IV; IGM f.79 Prazzo, Bersezio
Epoca: marzo-maggio Note: necessaria neve sicura; utili i
ramponi.
Salita: da Pratorotondo (raggiunto con gli sci da Chialvetta, o in
auto a stagione avanzata) si attraversa il torrente e si punta
a
sud in direzione del Bric Cassin, per immettersi nel Cumbal
Vallonetto (a destra del vallone che si percorre per il Bric
Boscasso). Lo si risale fino a quota 2000 circa, per guadagnare
quindi quota sui pendii a destra (sinistra orogr.) ed
immettersi
nel Cumbal Cassorso. Lo si risale tenendosi sulla sua destra, e
puntando in direzione del colletto a sud ovest del Cassorso.
Con
ripida salita si raggiunge tale colletto, da cui, per cresta, si
raggiunge (nord est) la cima del Monte Cassorso 2776 m.
Discesa: sul percorso di salita, oppure in traversata sul Preit di
Canosio, percorrendo lo splendido canale est (vedi itinerario
19).
25
– Bric Cassin
2625 m.
Una
bella alternativa alla troppo frequentata gita del Passo della
Gardetta
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: MSA
Dislivello: 1150 m Esposizione: sud, nord ovest
Tempo di salita: 4 ore Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, Bersezio
Epoca: dicembre-aprile Note: la cresta risulta più o meno
impegnativa
a seconda delle condizioni di neve.
Salita: da Chialvetta 1494 si sale lungo la mulattiera a
Pratorotondo, quindi a Viviere e sulla strada militare a Prato
Ciorliero
(per descrizione dettagliata vedi itin. P e Q). Si risale il
vallone verso sud est, in direzione del Passo della Gardetta. Dove
il
vallone si biforca, anzichè tenersi a destra, si prosegue in
direzione est, portandosi così sul pendio a monte del Passo
della
Gardetta: lo si risale verso nord, raggiungendo la cresta sud ovest
del Bric Cassin, che si percorre sci ai piedi fin dove
possibile. Quindi si prosegue per roccette fino alla vetta del Bric
Cassin 2625 m.
Discesa: sul percorso di salita.
26
– L’anello del Colletto
Emanuel
Una
strana gita, non lunga ma assai impegnativa, attraverso un colletto
non citato
sulle mappe
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: OSA
Dislivello: 1000-1200 m Esposizione: nord ovest
Tempo di salita: 3,30 ore Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo,
Bersezio
Epoca: aprile-maggio Note: necessaria neve assestata, utili I
ramponi
Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo si percorre il vallone di
Unerzio toccando Viviere e Prato Ciorliero, da cui si risaIe
il
vallone fino al Passo della Gardetta 2437 m (per descrizione
dettagliata vedi itin. P e Q). Dal passo si aggira a
mezzacosta,
prima verso sud, poi verso ovest, il rilievo quotato 2701 m, quindi
si risale verso nord ovest il pendio che adduce al Colletto
Emanuel 2640 m circa, non segnato sulle carte e posto tra le
quote
IGM 2701 (a nord est) e 2710 (a ovest).
Discesa: si scende sul versante opposto, nel primo tratto
decisamente ripido, verso la Comba Emanuel (nord ovest).
Attraversata la comba, ci si immette in uno dei canalini, piuttosto
ripidi, che permettono di scendere a Prato Ciorliero, da cui
si
ritorna a Chialvetta per l'itinerario di
salita.
27
–Il giro di Rocca Brancia
Un
lungo anello con saliscendi continui in uno degli angoli più belli
della valle
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: BS
Dislivello: 1500 m Esposizione: tutte
Tempo: 7 ore in tutto Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, Bersezio
Epoca: aprile-maggio Note: necessaria buona capacità di
orientamento
e di scelta del percorso.
Salita: Da Chialvetta o da Pratorotondo (a seconda della
percorribilità della carrozzabile) si percorre il Vallone di
Unerzio fino
al Passo della Gardetta 2437 m (vedi itin. P e Q). Ci si abbassa
ora verso sud est nella Fonda Brancia, fino a quota 2400
circa.
Si risale quindi verso la quota 2693 m puntando prima a sud est,
poi verso sud ovest.
Dalla cima ci si abbassa verso ovest per cresta (senza sci) fino al
sottostante Passo di Rocca Brancia 2570 m circa. Con gli sci
si scende verso sud est alla Fonda Oserot 2500 m circa, da cui ci
si immette nel bel canale che in direzione nord ovest conduce
al Colle Oserot 2640 m.
Discesa: da questo punto inizia l'ultima discesa, in direzione nord
ovest, su un ripido pendio fino a quota 2400 circa.Si volge a
nord e si percorre la Comba Emanuel, per poi immettersi in uno dei
canalini che scendono su Prato Ciorliero. L'ultimo tratto è
quindi sul percorso di salita.
28
– Monte Oserot 2861 m.
Una
dura salita alla cima alpinistica del Monte Oserot e una discesa
quasi
«estrema»
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: OSA
Dislivello: 1250-1400 m Esposizione: nord-ovest, nord
Tempo: 4,30 ore Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, Bersezio
Epoca: aprile-maggio Note: necessaria neve sicura, utili piccozza
e
ramponi.
Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo (a seconda della
percorribilità della carrozzabile), si sale a Prato Ciorliero 1956
m
lungo il vallone di Unerzio.
Attraversato tutto il ripiano, in prossimità delle rovine di
Grangia Rosano 2010 m, si attraversa il torrente e si sale (prima
del
caldo!) il ripido pendio in direzione sud, fino a pervenire nella
poco inclinata Comba Emanuel.
Ci si tiene sulla destra della conca, si traversano altri ripiani
verso sud, fino a raggiungere il vallone che scende dal Colle
Oserot. Non si imbocca tale vallone (lo si potrà percorrere in
discesa), ma il successivo, diviso da esso da una cresta rocciosa,
e
caratterizzato da vecchi pali del telegrafo militare.
Si sale quindi prima verso sud, poi sud est, nel canalone che
conduce alla cima: è possibile che un tratto vada percorso
senza
sci, con piccozza e ramponi.
Tale cima, quota 2861, è situata molto più a nord della vera vetta
del Monte Oserot (non adatta allo sci).
Discesa: dalla vetta si può scendere dal versante di salita, oppure
da un canalone ancora più ripido che scende a nord ovest, nel
vallone del Colle di Oserot: a quota 2400 circa ci si riporta sul
percorso di salita.
29
– L’anello di Ripiatetta
Un
itinerario ad anello vario ed interessante, con una bella discesa
su Prato
Ciarliero
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: BS
Dislivello: 1000-1200 m Esposizione: nord
Tempo di salita: 3.30 ore Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo,
Bersezio
Epoca: febbraio-aprile Note: necessaria neve sicura; la
bastionata
di Comba Emanuel va salita prima del sole.
Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo (a seconda della
percorribilità della carrozzabile) si sale lungo il vallone di
Unerzio fino
a Prato Ciorliero 1956 m. Attraversato tutto il ripiano, in
prossimitàdelle rovine di Grangia Rusano 2010 m, si attraversa
il
torrente e si sale (quando è ancora in ombra) il ripido pendio in
direzione sud, fino a pervenire alla poco inc_inata Comba
Emanuel. Ci si tiene sulla destra della conca, si attraversano
altri ripiani verso sud, poi si punta a sud ovest e quindi ad
ovest,
nella valletta che sale alla cima di Repiatetta 2650 m.
Discesa: ci si abbassa in un valloncello ampio (in direzione nord
nord ovest), si lascia a destra una caserma, e si attraversa
un
ripiano sempre verso nord. Si segue quindi un valloncello (nord
est) dominato sulla sinistra dai ruderi della Caserma Escalon,
e
poi per una comba punteggiata di larici si scende direttamente su
Prato Ciorliero, in prossimitàdelle Grange Calandra.
L'ultimo tratto di discesa è sul percorso di
andata.
30
– Il giro dei laghi di Rouburent
Una
gita piuttosto lunga ma incredibilmente varia, a cavallo fra Valle
Maira e Valle
Stura
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: BS
Dislivello: 1300-1500 m Esposizione: praticamente tutte
Tempo di salita: 7 ore in tutto Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo,
Bersezio, f.78 Colle
Epoca: gennaio-aprile della Maddalena
Note: neve sicura e capacità orientamento.
Salita:
da Chialvetta o da Pratorotondo (a seconda della percorribilità
della carrozzabile), si risale il vallone di Unerzio lungo la
strada militare. A quota 1900 circa, prima di attraversare il ponte
che porta sulla destra orografica del vallone, si imbocca
sulla
destra, in direzione ovest, il dirupato Vallone della Roccetta. Lo
si risale sempre verso ovest fino al Colle della Scaletta
2614
m.
Ci si abbassa verso sud ovest, poi si poggia a destra e si scende
al lago superiore di Roburent 2426 m. In direzione sud est si
costeggia il lago e si scende al lago di Mezzo 2360 m. Sempre verso
sud est si sale ora al Passo Peroni 2578 m posto alla
testata di un evidente valloncello.
Dal passo si va ad est per mammelloni fino al rilievo di Repiatetta
2650 m (questo tratto può dare non pochi problemi in caso
di nebbia).
Discesa: da Repiatetta si scende a nord nella conca, poi a nord
est, quindi ad est fino a Prato Ciorliero (vedi itinerario
precedente), da cui si raggiunge
Chialvetta.
31
– Monte Vanclava
2874 m.
Un
percorso movimentato, con una bella variante di discesa, per una
vetta
alternativa ad altre gite più classiche
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: BS
Dislivello: 1250-1400 m Esposizione: sud ovest, est
Tempo di salita: 5 ore Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, f. 78 Colle
del
Epoca: gennaio-aprile la Maddalena
Note: necessaria neve sicura.
Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo (a seconda della
percorribilità della carrozza bile), si risale il vallone di
Unerzio lungo
la strada militare.
A quota 1900 circa, prima di attraversare il ponte che porta sulla
destra orografica del vallone, si imbocca sulla destra il
dirupato vallone della Roccetta. Lo si risale sempre verso ovest,
fino al Colle della Scaletta 2614 m.
Dal Colle si supera un breve pendio sovrastante un ricovero
abbandonato, e si prosegue verso nord est su terreno non
difficile
fino a 90 m circa dalla vetta.
Un ultimo tratto a piedi, che richiede un po' di attenzione, porta
sulla cima del Monte Vanclava 2874 m.
Discesa: sul percorso di salita, oppure con una variante fattibile
solo con neve sicura. Scesi al colle della Scaletta si va ad
est
verso il vallone Roccetta ma dopo breve tratto (quota 2550 circa),
si poggia a destra, in piano (sud est), fino alla sella del
Passo
Escalon 2415 m. Ci si abbassa quindi nel bel vallone di Escalon
(attenzione alle roccette affioranti nel primo ripido tratto)
e
con direzione est si giunge a Prato Ciorliero. L'ultimo tratto è
sul percorso di salita.
32
– Il giro dei sette passi
Un
itinerario di grande respiro, con cui si contorna tutto
l’alto Vallone di Unerzio,
con puntate in Valle Stura
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: BS
Dislivello: 1900 m Esposizione: praticamente tutte
Tempo di salita: 8-9 ore in tutto Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, f.
78 Colle del-
Epoca: marzo-aprile la Maddalena
Note: necessaria neve sicura e capacità
d’orientamento
Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo (a seconda della
percorribilità della strada), si risale il vallone di Unerzio fino
al Passo
della Gardetta (vedi itinerari P e Q). Dal passo si scende sul
versante opposto, alla Fonda Brancia 2403 m.
E' possibile raggiungere direttamente il Passo di Rocca Brancia
2570 m per un pendio piuttosto ripido (solcato in alto da una
vecchia strada militare di cui vedremo ancora più avanti lo
sviluppo). Questo pendio richiede condizioni di neve di
massima
sicurezza, per cui è preferibile puntare più a sinistra e risalire
pendii più comodI, esposti a nord ovest, per raggiungere a
quota
2690 m circa la cresta a valle del Passo di Rocca Brancia.
Togliendo eventualmente gli sci, si percorre ancora un tratto di
cresta per individuare il passaggio più agevole di discesa
sul
versante opposto (versante Stura) alla Fonda Oserot 2480 m da dove
con direzione nord ovest, lasciando in alto a destra il
Passo di Rocca Brancia, si risale al Colle Oserot 2640 m. Si scende
sul versante opposto il pendio esposto a nord ovest sino a
quota 2350 m (residui di palificazione telefonica militare), quindi
mantenendo la stessa direzione, si risale verso il Passo la
Croce Orientale.
In prossimità di questo si piega a destra e su traccia di strada
militare si aggira il mammellone denominato Repiatetta (La
Croce) 2650 m; dal Passo la Croce Occidentale, pochi metri più in
basso, si punta all'evidente Passo Peroni 2578 m,
affacciandosi nuovamente sul versante dell'alta Valle Stura.
Se la neve lo consente, si può raggiungere il Passo Peroni con una
comoda diagonale ed una brevissima risalita, altrimenti
conviene scendere qualche decina di metri e guadagnare il passo con
maggiore sicurezza di percorso. Il passo è vicino e
facilmente individuabile, delimitato a sinistra dal Bric 2664 m
(vecchio ricovero militare).
Dal Passo Peroni, bella discesa sulla conca dei laghi di Roburent
ad esposizione nord ovest. Senza bisogno di toccare nè il
lago
a quota 2330, nè quello a quota 2426 m, dalla quota 2500 m circa,
si punta al Colle della Scaletta 2614 m per un comodo
valloncello a destra, sotto il versante ovest del M.
Scaletta.
A quota 2600 m si piega nuovamente a destra per raggiungere, nelle
immediate vicinanze, il Colle della Scaletta 2614 m.
Discesa: dal Colle della Scaletta si scende direttamente su Prato
Ciorliero per il vallone Roccetta oppure, aggirando il
versante
est del M. Scaletta, si va a destra al Passo dell'Escalon 2415 m da
cui, prestando attenzione alle roccette affioranti in un
primo
tratto più ripido, si divalla agevolmente nel vallone dell'Escalon
(parallelo al vallone Roccetta) sino a Prato Ciorliero. Di qui
a
Chialvetta seguendo la prima parte del percorso di salita.
R.M.
33
– Monte Oronaye
3100 m.
Un
alternativa alla classica via di salita all'Oronaye, più lunga ma
un po' meno
difficile
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: BSA
Dislivello: 1600-1750 m Esposizione: sud, est prevalenti
Tempo di salita: 5 ore Carte: IV;IGM f.79 Prazzo, f. 78
Maddalena
Epoca: marzo-maggio Note: neve sicura e capacità di individuare
il
percorso; necessari piccozza e ramponi.
Salita:
da Chialvetta o da Pratorotondo si segue l'itinerario 31 per il M.
Vanclava. Raggiunta la quota 2833, ai piedi della vetta,
ci si abbassa verso nord est, giàin territorio francese, nel
valloncello dominato dal Vanclava, e si va ad aggirare le
pendici
meridionali e occidentali del M. Feuillas. Si punta quindi verso il
Colle Feuillas (nord est), e senza raggiungerlo si poggia a
sinistra (nord ovest) contornando la parete sud dell'Oronaye. Ci si
porta così all'imbocco del canale sud ovest (quello di
sinistra
fra i due che solcano la parete e che arriva leggermente a sinistra
della vetta). Lo si risale a piedi fino ad una forcella, da cui
per
non facile ed aerea crestina (roccia marcia) si guadagna la vetta
dell'Oronaye 3100 m.
Discesa: sul percorso di salita, o lungo la discesa dell'itinerario
n. 34.
34
– Monte Oronaye
3100 m.
Un
alternativa alla classica via di salita all'Oronaye, più lunga ma
un po' meno
difficile
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: OSA
Dislivello: 1500-1650 m Esposizione: sud, est
Tempo di salita: 5 ore Carte: IV;IGM f.79 Prazzo, f. 78
Maddalena
Epoca: marzo-maggio Note: necessaria neve sicura; piccozza,
ramponi,
corda.
Salita: da Chialvetta, o da Pratorotondo in stagione avanzata, si
prosegue lungo la strada militare per poco più di 1 km dopo
Pratorotondo. In prossimità di un tornante a sinistra si imbocca
(sulla destra) la stradina che sale alle Grange Mozzagliera
1862
m. Con un mezzocosta verso sud ovest si va ad imboccare il Vallone
di Enchiausa, che si risale fino a quota 2250 m. Qui si
lascia il vallone principale per salire nel selvaggio vallone
(detto di Enchiausa sulle carte di IGM) che conduce verso ovest
al
Colle Feuillas. In alto, a destra del colle, si nota una caserma:
nell'impegnativo tratto finale conviene non cercare di
raggiungere la caserma, ma infilare il canale curvo sulla sinistra
ed uscirne direttamente a destra.
Dal Colle Feuillas 2749 m si traversa praticamente in piano (verso
nord ovest) alla base della parete sud dell'Oronaye. Ci si
sposta così all'imbocco del canalone sud ovest (quello di sinistra
fra i due che
solcano la parete, e che arriva leggermente a sinistra della
vetta). Lo si risale a piedi fino ad una forcella, da cui per non
facile
ed aerea crestina (roccia marcia) si guadagna la vetta dell'Oronaye
3100 m.
Discesa: sul percorso di salita.
35
– La traversata di Enchiausa
Da
Chialvetta a Saretto, una traversata molto interessante ai piedi
del maestoso
Monte Oronaye
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: BS
Dislivello: 1300 m Esposizione: nord ovest, nord
Tempo di salita: 4 ore Carte: IV; IGM f. 78 Prazzo, f. 79 Colle
del
Epoca: febbraio-aprile la Maddalena
Note: necessaria neve sicura.
Salita:
da Chialvetta 1494 m si sale a Pratorotondo e si prosegue sulla
strada militare per poco più di 1 km.
Si imbocca (destra) la stradina che sale alle Grange Masliera 1862;
quindi si traversa a sud ovest per imboccare il vallone di
Enchiausa.
Si risale il vallone principale in direzione nord ovest, dominato
sulla sinistra del Monte Oronaye,e per un'ultima gola
piuttosto
ripida si raggiunge il Colle d'Enchiausa 2740 m.
Discesa: dal colle ci si abbassa nel vallone di Apzoi (nord ovest)
fino al lago omonimo 2303 m; ci si tiene un po' più alti del
lago, lasciandolo sulla sinistra, e si raggiunge in piano una sella
(nord) a quota 2346.
Si volge ad est (destra) per evitare un salto di roccia, e quindi
ci si abbassa nella grande conca in direzione nord, fino al
lago
Visaisa 1916 m.
Si lascia a sinistra il lago, si risale di qualche decina di metri
ad un colletto da cui ci si affaccia sulla conca di Saretto, a cui
si
scende contornando sulla sinistra alcuni salti di
roccia.
36
– Auto Vallonasso
2885 m.
Una
splendida salita fra aguzze guglie di roccia e l'imponente mole
dell'Oronaye
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: BS
Dislivello: 1250-1400 m Esposizione: sud est
Tempo di salita: 5 ore Carte: IV; lGM f. 79 Prazzo, f. 78 Colle
del
Epoca: aprile-maggio la Maddalena
Note: necessaria neve sicura; ramponi utili.
Salita: da Chialvetta o da Pratorotondo si percorre un tratto del
Vallone di Unerzio, per volgere poi nel Vallone di Enchiausa
(vedi itin. precedenti). Si risale al centro del vallone, alzandosi
sulla destra per evitare alcuni dossi, sino all'inizio
dell'ampia
gola del Colle di Enchiausa a quota 2550 m circa. Qui si piega a
nord ovest ed a mezza costa si guadagna il grande canale
dominato ad ovest da una caratteristica parete rocciosa e nel mezzo
da un enorme masso. Dopo questo passaggio, che richiede
neve assolutamente sicura, il pendio si fa più ampio e meno ripido.
Deviando a sinistra si punta al colletto che si trova destra
di
una quota 2841. Dopo aver lasciato gli sci, si percorre con
attenzione la cresta sinoalla vetta.
Discesa: Per l'itinerario di salita (con molta attenzione nel
ripido canale).
37
– La traversata del Colletto
Una
traversata da Chialvetta a Saretto meno nota di quella classica per
il Colle di
Enchiausa, ma più impegnativa
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: OSA
Esposizione: nord ovest, nord
Dislivello: 1300 m Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo, f. 78 Colle
del-
Tempo di salita: 4 ore la Maddalena
Epoca: febbraio-aprile Note: necessaria neve sicura, corda
utile.
Salita: Da Chialvetta 1494 m si sale nel Vallone di Enchiausa (vedi
itin. precedenti). Lo si percorre ma, a quota 2100 circa,
dove si biforca, si lascia il percorso per il Colle di Enchiausa,
per tenersi a destra e risalire il Vallonetto. Si raggiunge
così
l'ultima rampa, caratterizzata da un dente roccioso racchiuso fra
due colletti, ugualmente raggiungi bili con gli sci: conviene
raggiungere il colletto di destra quotato 2742 m.
Discesa: lo scavalcamento del colletto non è sempre possibile, a
meno di un'a breve calata con corda di 4-5 m. A volte si può
aggirare la cornice con una traversata a destra, fino a raggiungere
il bel pendio sottostante. Dopo questo punto non esistono più
problemi: con una bellissima discesa a tratti ripida, lasciatisi a
sinistra il lago Visaissa, si raggiungono le sorgenti Maira e
poi
Saretto 1530 m.
38
– Cima Ciarbonet
2605 m.
Una
gita breve ma impegnativa, per chi cerca un itinerario poco
frequentato
Partenza:
Chialvetta 1494 (posto tappa) Difficoltà: OS
Dislivello: 1000 -1150 m Esposizione: sud est
Tempo di salita: 4 ore Carte: IV; IGM f.79 Prazzo
Epoca: gennaio-marzo Note: necessaria neve sicura; utili
ramponi.
Salita: da Chialvetta si raggiunge Pratorotondo, e si prosegue per
poco più di 1 km lungo la strada militare; si imbocca la
diramazione (destra) per le Grange Mozzagliera 1862 m, da cui si
prosegue per un tratto lungo le tracce della strada militare
del Colle Ciarbonet. Appena possibile si cerca un passaggio oltre
le roccette a picco sulla strada, e di qui ci si riporta
sulla
verticale delle Grange Masliera. Si traversa salendo a sud ovest su
un ripido pendio che immette in una specie di vallone,
orientato verso nord ovest, da cui si vede al fondo la Punta
Ciarbonet; il percorso è evidente sulla destra del vallone; poi,
dopo
un breve risalto, ci si porta sull'aerea crestina finale che
conduce alla vetta del Ciarbonet 2605 m.
Discesa: sul percorso di salita.
39
– La traversata dei 6 colli
Una
lunghissima splendida traversata da Chialvetta a Saretto tra le
Valli Maira,
Stura e Alta Ubaye.
Partenza:
Chialvetta 1494 (posto tappa) Difficoltà: BS
Dislivello: 1200 m Esposizione: praticamente tutte
Tempo di salita: 9 ore in tutto Carte: IV; IGM f.79 Prazzo,
Bersezio, Colle Epoca:
febbraio-aprile della Maddalena
Note: necessaria neve sicura; utili ramponi.
Salita: da Chialvetta si raggiunge il Lago Superiore di Roburent
2426 m per il Vallone Roccetta e il Colle della Scaletta 2614
m (vedi itinerario 30). Dal lago si sale facilemente al Colle di
Roburent 2496 m, da cui in leggera discesa verso nord ovest ci
si
abbassa fino a quota 2350 m (baita, pluviometro), dove la valle
principale volge a sinistra.
Si risale, sempre verso nord ovest con moderata salita al Colle
Gipiera 2482 m (non nominato ma quotato su IGM), da cui a
mezza costa verso nord est in leggera salita, si raggiunge il Colle
delle Munie 2531 m.
Discesa: si perde un po' di quota verso nord, poi ci si porta in
piano (nord est) al Passo della Cavalla 2539 m.
Con ripida discesa nel valloncello sottostante (dominato a sinistra
da un caserma), ci si porta al Passo della Fea 2493 m: 11
ritorno a Saretto può avvenire scendendo nel ripido canalone verso
sud-est (vedi itin. 43), oppure per il vallone di Pausa (nord
ovest), più facile ma con un traverso pericoloso in caso di neve
gelata (vedi itin. 42).
40
– Monte Midia
Un
accesso poco noto al frequentatissimo Monte Midia, con la
possibilità di
traversare a Ponte Maira
Partenza:
Chialvetta 1494 m (posto tappa) Difficoltà: MS
Dislivello: 900 m Esposizione: sud est (oppure ovest, nord)
Tempo di salita: 3 ore Carte: IV; IGM f. 79 Prazzo
Epoca: dicembre-marzo Note: gita facile, consigliabile la classica
discesa
su Ponte Maira.
Salita: da Chialvetta 1494 m si segue la mulattiera fino a
Pratorotondo. Si prosegue per 1 km sulla strada militare, e la si
lascia
per seguire la stradina (destra) che tocca la Grange Mozzagliera e
quindi sale prima verso nord ovest, poi a nord, raggiungendo
il Colle Ciarbonet 2306 m. Di qui, per un'ampia dorsale, si risale
verso nord est toccando il Monte Estelletta 2316 m e quindi
la
cima del Monte Midia 2341 m.
Discesa: sul percorso di salita, oppure verso Ponte Maira, sul
frequentatissimo e classico itinerario del Midia (vedi
itinerario
41).