La Scurcio

Benvenuti nel vallone di Unerzio (Alta val Maira.Cn)

PERCORSO GUIDATO SULLA VECCHIA STRADA COMUNALE DEL
VALLONE DI UNERZIO


LA SCURCIO


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“La Scurcio” che in occitano vuol dire scorciatoia, è un sentiero che inizia alle porte di Acceglio (1220 m.), al bivio per Chialvetta (1494 in.) che anticamente univa le frazioni del vallone di Unerzio sin quasi al piano di “Prato Ciorliero”.
Il vallone orograficamente orientato in direzione sud-nord evidenzia sui declivi due entità silvo-geologiche nettamente diverse: umida e boscosa la prima, con notevoli presenze di abetaie, pinete e lariceti, nonché evidenti estrusioni di tufo e pietre silicee; quanto mai assolata e aspra la seconda in cui vegetano ginestre, ginepri ed essenze aromatiche quali il timo serpillo e la lavanda su pareti calcaree e quarzose. Al centro, invece, un susseguirsi di prativi addolcisce l’intero paesaggio.
La passeggiata si snoda lungo una strada sterrata ombreggiata da frassini sino all’abitato di Frere (I 196 m,) e, dopo aver attraversato un ponte, ci si inerpica sulla destra orografica del vallone “ Vie Peiro Dunet”, costeggiando un lariceto per poi giungere alla frazione Gheit (1372 m.), Qui è possibile visitare un vecchio forno a legna, usato un tempo, a
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turno, dalla comunità, dotato di tutti gli strumenti necessari alla panificazione: si fa presente che l’elemento principale per questa lavorazione era costituita dalla segale che con la patata era l’unico prodotto alimentare di una certa importanza coltivato localmente. Riprendendo l’itinerario si passa tra i muretti a secco della ”Vio del Fournas”, che oltre a contrassegnare il percorso, costituivano antichi divisori di proprietà. Dopo un breve tratto, in prossimità di un ponte in legno soprastante il rio Unerzio, si può prendere visione, su di un apposito pannello, di alcuni disegni riguardanti l’ittiofauna locale. Da questo punto fino alla frazione Chialvetta sono posizionati in prossimità delle principali specie arboree (ontani, frassini, maggiociondoli ecc.) dei cartelli esplicativi. In queste piccole
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paese si può. sostare per un fugace ristoro, nonché per una breve visita al museo etnogafico “La Misoun d’en bot” che con oltre 1.500 oggetti testimonia la vita del passato. Inoltre in una caratteristica bacheca si possono visionare alcuni pannelli con fiori, piante ed animali presenti nella valle, Altri cartelli seno collocati nel tratto di sentiero che conduce a Pratorotondo (1639 m.) “Vie ed le Meiros”, questa volta però con particolare riferimento alla fauna, nella quale, con un po’ di fortuna ed attenzione, ci si può imbattere. In questa frazione è stato restaurato un antico mulino a pietra, le cui pale girano su
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asse verticale: per questa particolarità costituisce uno dei rari se non l’unico esemplare costruito in zona. Infine la passeggiata prosegue attraverso “Vio Vieo” verso la borgata Viviere (1713 m..) e giunge a Grangie (1784 m,) per la “Vio di Cugnets”, assumendo un aspetto sempre più naturalistico con un’ampia visione panoramica, Il ritorno può essere fatte per lo stesso percorso oppure per la strada comunale Prato Ciorliero-Acceglio. Tutto il percorso è guidato da cartelli segnaletici con i colori giallo-verde, si trovano inoltre cestini per i rifiuti che ricordano il rispetto per la natura, Il dislivello da percorrere, su una lunghezza di circa km. 7,5, è di m. 584, il tempo di percorrenza medio è di ore 2,30,